Williamsburg chiama Milano for Change

Questo e’ il mio quartiere!

Ah che bello vedere questi cartelli davanti alla fermata della L , o su Bedford Avenue davanti alla Kings Pharmacy…una boccata di aria fresca.

Perche’ e diventato davvero stancante spiegare la politica italiana ai (giustamente) basiti amici newyorkesi.

Assenza giustificata!

Sono stata a lungo assente. Mi giustifico!

Do solito a scuola non avevo buone ragioni, stavolta ce l’ho!

Ho scritto tanto per NUOK, e ho fatto tante trasmissioni di Italian Girl.

Ma soprattutto sono in attesa di un bambino :-)

Newyorkers: Annie Leibovitz

Annie Leibovitz è una delle più importanti fotografe del mondo, è nata in Conecticut il 2 ottobre del 1949 ma vive nello stato di New York da più di 30 anni. Ispirata dai lavori di Robert Frank e di Henri Cartier-Bresson, Annie ha iniziato la sua carriera come fotogiornalista per il Rolling Stone Magazine negli anni 70, periodo in cui ha fotografato tutti i protagonisti del mondo della musica rock, da Dylan a Rolling Stones con cui andò in tour per due settimane nel 1975, le foto scattate da Annie in quei giorni resteranno un documento unico su ciò’ che accadeva sul palco, nei camerini e nelle camere di albergo di Mick Jagger e compagni, il vero primo reportage sul Sex, Drugs and Rock ‘n Roll lifestyle. La Leibovitz ha firmato copertine storiche e memorabili in anni in cui il rock rappresentava una rivoluzione culturale negli Stati Uniti e nel resto del mondo.



Annie Leibovitz è legata anche alla storia di questa città, sua la foto scattata a John Lennon abbracciato a Yoko Ono, poche ore prima che venisse assassinato l’8 dicembre del 1980 al Dakota Building. La foto ritrae John Lennon nudo abbracciato a Yoko Ono, e come la Ono stessa ricorda, John aveva un tale rispetto per Annie che seguì tutte le sue indicazioni senza avere il minimo problema a mostrarsi nudo davanti alla macchina fotografica. La foto sarà la copertina che pochi giorni dopo il Rolling Stone pubblicherà con un’edizione speciale per la tragica morte di John Lennon.

In più di 40 anni di carriera il suo stile anticonformista ed eclettico si è evoluto rendendo Annie Leibovitz la fotografa ritrattista per antonomasia. Più recentemente sono diventate famosissime le sue foto per le copertine di Vanity Fair, ad esempio ricorderete tutti l’immagine nuda di Demi Moore al 9 mese di gravidanza, o di Woopie Goldberg in una vasca da bagno piena di latte. La Leibovitz ha fotografato praticamente tutte le icone pop degli ultimi 30 riuscendo ad avere sempre un approccio originale e creativo, una vita la sua come lei stessa la definisce “vissuta attraverso una lente“. Anche il presidente Barack Obama ha ospitato la Leibovitz alla Casa Bianca, nel 2009 le sue foto dello staff e della famiglia del neo-elletto presidente degli Stati Uniti sono state pubblicate dai maggiori magazine di tutto il mondo.

Molto belle e ugualmente importanti sono le foto della sua vita privata, della sua compagna, la scrittrice e intellettuale Susan Sontag di cui ha documentato anche la malattia e la morte avvenuta nel 2004, e i ritratti di vita quotidiana dei suoi amatissimi genitori e delle sue 3 figlie. Grazie anche all’influenza della Sontag, la Leibovitz ha ampliato e diversificato il suo lavoro negli anni, fotografando anche la sofferenza, i malati di AIDS e i bambini durante la guerra a Sarajevo.
Le foto più intime, quelle che documentano le atrocità della guerra e della malattia ma anche quelle di divi e celebrità sono tutte cariche di potenza espressiva e di una grande personalità e come la stessa Leibovitz ha piu’ volte affermato: “Non vivo due vite. La mia è una vita sola, il lavoro svolto su commissione e le fotografie personali ne fanno parte allo stesso modo”.

(Susan Sontag)

(My Mother. Photo by Annie Leibovitz)

Annie Liebovitz ha una casa nel Greenwich Village ed una tenuta ad Upstate New York. In città ci sono state varie esibizioni e mostre dei suoi celeberrimi ritratti, tra gli altri al Metropolitan e al Brooklyn Museum of Modern Art e nel 2008 è uscito il documentario “Annie Leibovitz: Life Through a Lens” filmato dalla sorella Barbara Leibovitz, un intimo ritratto della fotografa, del suo lavoro, della sua vita e del suo rapporto con le città in cui ha vissuto, in particolare New York.
Quando nel 1978 il Rolling Stone Magazine si spostò da San Francisco a New York City Annie decise che si sarebbe trasferita nella grande mela solo per un anno, e non avrebbe mai immaginato che ci avrebbe vissuto fino ad oggi.


Take me out to the ball game

(Joe di Maggio, New York Yankees)

Take me out to the ball game” – portami alla partita di baseball, dice la canzone scritta nel 1908. E non c’è nessun newyorkese che non conosce questo allegro motivetto. New York City e il Baseball hanno una storia d’amore che dura da più di 150 anni.

E’ proprio in questa città che è nato il baseball moderno, nel 1845, il signor Alexander Cartwright, un membro dei defunti New York City Knickerbockers, scrisse le regole, tutt’oggi in vigore, di questo sport.

Il campionato della Major League (una Seria A del Baseball per intenderci), si gioca di solito da aprile a ottobre, le partite sono tantissime e le regole impossibili da spiegare. Sappiate solo che ogni partita dura in media 3 ore ed è formata da 9 inning (9 tempi diciamo), ci sono i battitori e i ricevitori, le basi, i giri di campo (homerun) e più la palla viene colpita lontano meglio è.

Ma niente paura, anche se non si capiscono le regole, andare a vedere una partita di Baseball è un’esperienza molto divertente.

(Yankee Stadium)

Gli stadi di Baseball non sono solo dei luoghi dove andare a tifare per la propria squadra del cuore, sono dei veri e propri centri commerciali: fast food, negozi di memorabilia, Hard Rock Cafè, baracchini vari di zucchero filato o pop-corn, cinema, museo del baseball…

I Newyorkesi e gli americani in genere portano tutta la famiglia alla partita, genitori, nonni, bambini di tutte le età che mangiano hot-dogs, seguono a volte distrattamente la partita, incitano la propria squadra in un’atmosfera di totale allegria e divertimento, anche in caso di sconfitta. A New York ci sono attualmente 2 grosse squadre, i New York Yankees e i New York Mets.

New York Yankees

Sono i campioni in carica, hanno vinto 27 campionati, più di qualsiasi altra squadra nella Major League. Lo Yankee Stadium si trova nel Bronx ed e’ stato da poco ricostruito ed è enorme.

Oltre ai 52.325 posti a sedere e lo splendido campo a ventaglio quadrangolare, lo Yankee Stadium è il non plus ultra dello stadio-centro commerciale. Si possono tranquillamente passare due delle tre ore della partita passeggiando per questa modernissima struttura e assaggiando cibi che non avreste il coraggio di assaggiare in nessun altro posto, perchè tutti, TUTTI mangiano qualcosa, sempre, dall’inizio alla fine della partita.

Per arrivare in Metro 4, B e D Trains.

(I Brooklyn Dodgers)

New York Mets

I Mets sono la classica squadra che sta simpatica perchè un po’ più sfigata degli Yankees. Hanno vinto solo due campionati, non sono forti e potenti come i cugini del Bronx ma hanno uno zoccolo duro di fans appassionatissimi e sempre presenti ad ogni partita. I colori dell’uniforme sono il blu, in onore dei Brooklyn Dodgers, storica squadra di New York che si è trasferita a Los Angeles negli anni 50 spezzando i cuori, tutt’oggi sanguinanti, di milioni di supporters, e l’arancione dei New York Giants, anche questa trasferitasi a San Francisco.

Lo stadio dei Mets, il Citi Field, si trova a Flushing nel Queens. (In Metro Linea 7)

(A League of their own- Ragazze Vincenti, 1992)

Consigli.
Cosa fare ad una partita di Baseball.

Mangiare un Hot-Dog!

  • Fare silenzio durante l’Inno nazionale, che è cantato all’inizio di ogni partita.
  • Imparare l’inno del Baseball, Take Me Out to the Ball Game, la canzoncina che tutti cantano a metà del 7imo inning.
  • Comprare il biglietto prima, soprattutto per gli Yankees, i prezzi variano a seconda delle sezioni dello stadio e della visuale, si possono trovare buoni posti per 30 dollari.
  • Andare allo stadio con la metro. Il traffico in auto per e dallo stadio è insostenibile.
  • Portarsi la solita sciarpina, in 3 ore la temperatura cambia!
  • Fare amicizia con i vicini di posto che vi spiegheranno tutte le regole che voi ovviamente non capirete.

Il Baseball fa parte della vita e della cultura di questa città per questo consiglio di andare a vedere una partita per assaporare un’atmosfera davvero autentica e gioiosa che ci ricorda tra le altre cose come dovrebbe essere andare a vedere una partita, divertimento, spensieratezza, sportività e tante schifezze da mangiare e da bere.

I Heart Pavement

A questo punto posso dirlo, al Pitchfork Festival a Chicago  i Pavement avevano deluso e non poco.

Svogliati, scazzati, probabilmente senza un buon suono sul palco, chissa’, ma il concerto che avevo atteso per mesi mi avea lasciato con un po’ di amaro in bocca….appena un’ora di canzoni mediamente eseguite e un Bob piu’ fastidioso del solito.

Per fortuna 2 mesi dopo i Pavement sono tornati, questa volta dietro casa mia a Brooklyn, al Williamsburg Waterfront, rassegna che si tiene nel bel parchetto davanti all’East River con vista mozzafiato su tutta Manhattan.

Ebbene, questa volta i Pavement, gli idoli dei miei 20somenthing, hanno spaccato!

Era il 19 settembre scorso e migliaia di persone, comprese me e Silvia, hanno assistito ad una delle migliori esibizionei della band dalla loro reunion: 2 ore di cocnerto, 2 bis, i 5 membri del gruppi in formissima e un Malkmus piu’ cool e figo che mai.

Dopo il concerto a Brooklyn i Pavement hanno suonato 4 concerti SOLD OUT al Central Park, niente male.

Per farvi crepare un po’ di invidia ecco la scaletta:

Nuok: Aria Condizionata Killer

Il mio articolo su www.nuok.it

Pensavo di averla fatta franca. Dopo 3 anni di sciarpine, sciarpone e strati di abbigliamento a tutte le stagioni, sono capitolata anche io. Febbre, raffredoore, mal di gola sono state le recenti conseguenze di unaossessione che i nostri cari amici americani e newyorkesi hanno per l’AC, l’aria condizionata.
Il fattaccio e successo proprio durante il mio viaggio di ritorno negli States dall’Italia, 9 ore su un aereo Delta con costante aria condizionata a mille mi hanno messa KO.
Cari Italiani dovrete farci l’abitudine, che sia inverno, estate, autunno o primavera a New York troverete sempre qualche luogo con aria condizionata a manetta e un’escursione termica pazzesca. Si’ perche’ è proprio questo il punto: i gradi.
L’aria condizionata è piacevole a temperature umane, tipo dai 24-26 gradi C (75 ai 78 F), ma i newyorkesi amano sfidare il proprio sistema immunitario,e soprattutto il nostro, regolando l’aria condizionata, sia nelle case che nei luoghi pubblici, a temperature killer come 18 gradi C ( 65 F).
La mia amica americana Meredith dorme sempre con aria condizionata in funzione a 67 gradi F ( 19 gradi C), anche d’inverno, voglio molto bene a Meredith ma non dormirò mai più a casa sua.
Tutto questo conferma le numerose critiche che vengono mosse agli USA per lo spreco di energia, in questo caso causato dall’aria condizionata d’estate e dai riscaldamenti al massimo d’inverno, critiche che ci stanno tutte. In effetti in questo paese sembra non esserci ancora una profonda consapevolezza e cultura al risparmio energetico, purtroppo.

Vi sarà certamente capitato di entrare in metropolitana in estate o in primavera, fuori ci sono 30 gradi ed entrando nel vagone venite pervasi da un brividone di freddo causato dalla temperatura di 18 gradi e l’aria condizionata a tutta potenza. Vi sarà anche capitato di chiedervi, mentre congelate, sentite già le vostre difese abbandonarvi e battete i denti dal freddo, “ma come cacchio fa quella ragazza con i capelli bagnati a stare in canottiera e non morire o beccarsi una broncopolmonite seduta stante?”Probabilmente gli americani hanno degli anticorpi che noi Italiani non abbiamo. Li sviluppano fin da piccoli.

Noi (Italiani) a causa dell’aria condizionata ci becchiamo: febbre, gola irritata, tosse, torcicollo, mal di schiena, nevralgie, mal di testa, raffreddori eccetera… Loro (Americani)? Niente. Un motivo ci sarà.

Chiara è da poco venuta a vivere a New York e sia lei che Marco, il suo fidanzato, si sono ammalati e hanno dovuto ricorrere ad antibiotici:

Sin dal nostro arrivo il 18 di agosto abbiamo capito che dovevamo abituarci a quell’aria gelida che messa a confronto con l’aria calda e afosa di fuori sembrava ancor più glaciale. In aeroporto, in metro, nei negozi, nei musei, ovunque.

I primi giorni ovviamente non avevamo niente per coprirci, perché era fuori dalla nostra logica, poi dopo essere sul punto di abbandonare il Museo di Brooklyn per il troppo freddo abbiamo deciso che avremmo portato sempre con noi o una sciarpa o una giacca. Così da quel giorno ci siamo abituati a coprirci non per uscire fuori ma “per entrare” dentro negozi, ristoranti, pub, locali.

Buona guarigione, ragazzi.

Consigli

Per 3 anni sono riuscita ad evitare le conseguenze dell’aria condizionata seguendo i seguenti escamotage:

  • Sempre portarsi una sciarpina, anche se ci sono 35 gradi all’ombra, e indossarla pochi secondi prima di prendere un treno o entrare in un negozio.
  • Se poi oltre alla suddetta sciarpina potete portarvi dietro anche una maglia a maniche lunghe è ancora meglio.
  • Se siete uomini portatevi una felpa, credetemi, è necessario.
  • Anche i cappelli possono essere utili, soprattutto in metropolitana, dove l’aria condizionata è sparata proprio dall’alto.

Se poi vi ritrovare in un aereo per 9 ore con AC a temperatura polare costante, mi dispiace non avete scampo.

Italian Girl Radio, il sito

Ladies and Gentlemen, Il sito ufficiale di Italian Girl

italiangirlradio.com

Troverete tutte le puntate ascoltabili e scaricabili, yeah.

Italian Girl, la mia trasmissione radiofonica,  va in onda il sabato alle 18.30 su Radio Citta’ del Capo Bologna e la domenica alle 9.00 su Radio Popolare Milano.

Blogferie finite

La pigrizia e’ un difetto e io ce l’ho.

Comunque adesso torno e mi impegno a scrivere regolarmente.

Oggi e’ l’11 settembre ed e’ la prima volta che sono a New York in questa giornata da quando vivo qui.

Non sono stata alla commemorazionea Ground Zero, per qualche motivo non mi ci vedevo oggi…comunque ho seguito un po’ i vari speciali alla TV ed e’ sempre pazzesco, triste, incredibile pensare a cosa e’ successo qui 9 anni fa.

Dal tetto di casa mia si vede lo skyline di New York e io posso solo immaginare cosa puo’ aver provato un newyorkese quel giorno.

Era una splendida giornata oggi, cielo blu e sole alto, aria trasparente, limpida, settembre in questa citta’ e’ una meraviglia.

I Love New York.

Italian Girl a Chicago

Sono in trasferta nella  Second City o Windy City che dir si voglia, che di windy non ha un bel niente in questi giorni, piuttosto una cappa di caldo e umidita’ da far invidia ai 40 gradi della scorsa settimana di Brooklyn…

Ho vissuto a Chicago per un anno tempo fa, e’ una bellissima citta’, in confronto a New York sembra la Svizzera, pulitissima, ordinatissima, pratini e villette perfette, per la maggior parte….intendiamoci, ci sono i quartierazzi anche qui ma in generale e’ tutto meno incasinato, anche se forse la citta’ in se e’ piu’ pericolosa e segregata.

C’e’ il lago Michigan, bello e grande, ci sono una marea di parchi bellissimi, c’e’ il Pitchork festival ( ragione per cui sono qui).

Ma Chicago ha un difetto, non e’ New York.

New York ti accoglie come una parte di lei da subito, si diventa Newyorkesi dopo poche settimane di permanenza, New York e’ per tutti….Chicago e’ per gli americani.

Comunque,tra 3 giorni rivedro’ i miei amati Pavement al Pitchfork festival e questo mi riempie di gioia ed eccitazione da concerto come quando’ piu’ o meno  10 anni fa li vidi a Modena per l’ultima volta….

I Pavement sono stati la colonna sonora dei miei 20anni…domenica e’ vicina.

PODCAST, ye

Ecco finalmente il link al podcast della mia trasmissione radiofonica Italian Girl.

Buon ascolto :-)