Il mio articolo su www.nuok.it
Pensavo di averla fatta franca. Dopo 3 anni di sciarpine, sciarpone e strati di abbigliamento a tutte le stagioni, sono capitolata anche io. Febbre, raffredoore, mal di gola sono state le recenti conseguenze di unaossessione che i nostri cari amici americani e newyorkesi hanno per l’AC, l’aria condizionata.
Il fattaccio e successo proprio durante il mio viaggio di ritorno negli States dall’Italia, 9 ore su un aereo Delta con costante aria condizionata a mille mi hanno messa KO.
Cari Italiani dovrete farci l’abitudine, che sia inverno, estate, autunno o primavera a New York troverete sempre qualche luogo con aria condizionata a manetta e un’escursione termica pazzesca. Si’ perche’ è proprio questo il punto: i gradi.
L’aria condizionata è piacevole a temperature umane, tipo dai 24-26 gradi C (75 ai 78 F), ma i newyorkesi amano sfidare il proprio sistema immunitario,e soprattutto il nostro, regolando l’aria condizionata, sia nelle case che nei luoghi pubblici, a temperature killer come 18 gradi C ( 65 F).
La mia amica americana Meredith dorme sempre con aria condizionata in funzione a 67 gradi F ( 19 gradi C), anche d’inverno, voglio molto bene a Meredith ma non dormirò mai più a casa sua.
Tutto questo conferma le numerose critiche che vengono mosse agli USA per lo spreco di energia, in questo caso causato dall’aria condizionata d’estate e dai riscaldamenti al massimo d’inverno, critiche che ci stanno tutte. In effetti in questo paese sembra non esserci ancora una profonda consapevolezza e cultura al risparmio energetico, purtroppo.
Vi sarà certamente capitato di entrare in metropolitana in estate o in primavera, fuori ci sono 30 gradi ed entrando nel vagone venite pervasi da un brividone di freddo causato dalla temperatura di 18 gradi e l’aria condizionata a tutta potenza. Vi sarà anche capitato di chiedervi, mentre congelate, sentite già le vostre difese abbandonarvi e battete i denti dal freddo, “ma come cacchio fa quella ragazza con i capelli bagnati a stare in canottiera e non morire o beccarsi una broncopolmonite seduta stante?”. Probabilmente gli americani hanno degli anticorpi che noi Italiani non abbiamo. Li sviluppano fin da piccoli.
Noi (Italiani) a causa dell’aria condizionata ci becchiamo: febbre, gola irritata, tosse, torcicollo, mal di schiena, nevralgie, mal di testa, raffreddori eccetera… Loro (Americani)? Niente. Un motivo ci sarà.
Chiara è da poco venuta a vivere a New York e sia lei che Marco, il suo fidanzato, si sono ammalati e hanno dovuto ricorrere ad antibiotici:
“Sin dal nostro arrivo il 18 di agosto abbiamo capito che dovevamo abituarci a quell’aria gelida che messa a confronto con l’aria calda e afosa di fuori sembrava ancor più glaciale. In aeroporto, in metro, nei negozi, nei musei, ovunque.
I primi giorni ovviamente non avevamo niente per coprirci, perché era fuori dalla nostra logica, poi dopo essere sul punto di abbandonare il Museo di Brooklyn per il troppo freddo abbiamo deciso che avremmo portato sempre con noi o una sciarpa o una giacca. Così da quel giorno ci siamo abituati a coprirci non per uscire fuori ma “per entrare” dentro negozi, ristoranti, pub, locali.“
Buona guarigione, ragazzi.
Consigli
Per 3 anni sono riuscita ad evitare le conseguenze dell’aria condizionata seguendo i seguenti escamotage:
- Sempre portarsi una sciarpina, anche se ci sono 35 gradi all’ombra, e indossarla pochi secondi prima di prendere un treno o entrare in un negozio.
- Se poi oltre alla suddetta sciarpina potete portarvi dietro anche una maglia a maniche lunghe è ancora meglio.
- Se siete uomini portatevi una felpa, credetemi, è necessario.
- Anche i cappelli possono essere utili, soprattutto in metropolitana, dove l’aria condizionata è sparata proprio dall’alto.
Se poi vi ritrovare in un aereo per 9 ore con AC a temperatura polare costante, mi dispiace non avete scampo.
